Un amore, Sara Mesa

Letto di venerdì #14

«Un amore» racconta la storia di Nat, arrivata a La Escapa per non si sa bene quale ragione. Sappiamo che arriva da una grande città, fa la traduttrice e ha lasciato un impiego a causa di un cattivo comportamento sul posto di lavoro.

Cover di Un amore di Sara Mesa, La Nuova Frontiera

Nat è sola, decide di prendersi cura di un cane, Fiele, che le lascia il proprietario della casa in cui abita.

A La Escapa conosce due uomini, Pìter e Andreas e con loro instaura un rapporto opposto, ma ugualmente complicato, che si fonda su incidenti iniziali, su silenzi e non detti di circostanza. La natura delle due relazioni è differente, ma l’effetto su Nat è il medesimo: la donna si sente invasa, a tratti capita. La Escapa è un luogo dove le persone sembrano dare il peggio di sé: Nat si strania sempre più, Pìter non è sempre gentile come sembra, Andreas si rivela essere un uomo che coltiva la distanza, l’individualismo, anche quando è coinvolto in una relazione con qualcun altro.

Quando la solitudine di Nat si ingigantisce, mentre si trova ad avere a che fare con una comunità a volte ostile altre impenetrabile, altre ancora chiusa, coltiva un amore strambo. La storia della relazione con Andreas nasce in modo molto materiale, e cresce univocamente, quasi per straniamento di Nat nei confronti della realtà che la circonda.

«Un amore» dà la sensazione di un romanzo che inizia e finisce come una parentesi della vita di Nat, che è plausibile abbia una vita prima e riuscirà ad averne una poi. Questo periodo tra parentesi è molto rilevante per lei e la storia riguarda questo: l’amore che prova, che esperisce cambierà la sua vita, in un modo o nell’altro: l’amore del titolo riferisce a un amore fra tanti, uno dei possibili, un inciso nella vita della protagonista.

«Un amore» è un romanzo a spirale, come a spirale è la storia che racconta, come profonda è la mestizia emotiva che cresce nella protagonista. Ha uno stile secco, diretto. Non cerca l’effetto e trascina a cadenza progressiva.

Ho parlato di questo libro a chiunque. Mi aveva colpito, appena letto, per il modo in cui si era lasciato leggere: di fretta, quasi di sfuggita, come quelle occhiate che dopo qualche giorno torna in mente assieme al viso che si porta appresso.

La citazione

Non c’è un’unione più grande tra persone di quella che c’è tra loro due, si dice. Forse ha ragione lui. Forse è meglio non penetrare nel mistero, non cercare di comprenderlo, per evitare che si corrompa.
Il malessere della felicità è un’idea che le ronza ora in testa con insistenza: un tipo di felicità che contiene in sé il seme della sua stessa distruzione.

Un amore, Sara Mesa, La Nuova Frontiera. Traduzione di: Elisa Tramontin