Andrés Neuman, La vita alla finestra, Einaudi

Letto di venerdì #05

Andrés Neuman usa i termini del mondo nuovo datato 20 anni fa per provare a descrivere come tutto è nato, perché, come è diventata abitudine la nuova comunicazione umana. Usa dei simboli e li inserisce in una storia epistolare.

Andrés Neuman, La vita alla finestra, Einaudi

La copertina per me meravigliosa racconta la storia così com’è: è il 2000, Net scrive di notte e via e-mail a Marina, le descrive le sue giornate, apre finestre dopo finestre e le consegna tutto, quasi senza remore, dalle ansie alle paure quotidiane alle cose che gli accadono.

Net è la Rete? Le finestre sono le “windows” a cui ci siamo ormai abituati? Marina ha a che fare con il navigare in rete, o all’approdo della navigazione?

La vita alla finestra è un romanzo fatto di specchi e riflessioni sulle relazioni e i nuovi modi di affrontarle. Mi ha colpito per la precisione con cui Neuman restituisce un momento ancora vivo nella mia mente, vissuto in prima persona, ma diventato ormai un ricordo dato, quasi indiscutibile.

La citazione

Ti sei mai ritrovata piena di energia, convinta che la felicità è una cosa semplice che richiede di non pensare troppo? E hai capito subito che quella sensazione era un miraggio ma te ne sei fregata, e sei scesa in strada per divorarla con gli occhi e riempirti di mondo i polmoni, prima che il miraggio svanisse? A me è successo stasera, esattamente alle sette e quarantacinque. E con un vantaggio: in quel momento ero già per strada, e facevo una passeggiata grigia a passo lento. Tutt’a un tratto un motore di impressioni e ansie è entrato in funzione. Allora ho sentito il bisogno di mettermi a correre.

La vita alla finestra, Andrés Neuman, Einaudi. Traduzione italiana di: Silvia Sichel

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