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		<title>Senza titolo</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 10:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariarita mangia le ciliegie come un ruminante. Le spolpa con i denti, le labbra, muovendo le guance, fino a che non sente il nocciolo, che sputa poi nel piatto; i noccioli li accantona al bordo, mentre i piccioli li conserva in mano, impilati, e poi li butta tutti in una volta nel bidone dell’umido. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mariarita mangia le ciliegie come un ruminante. Le spolpa con i denti, le labbra, muovendo le guance, fino a che non sente il nocciolo, che sputa poi nel piatto; i noccioli li accantona al bordo, mentre i piccioli li conserva in mano, impilati, e poi li butta tutti in una volta nel bidone dell’umido.<br />
I secchi dell’immondizia sotto alla finestra sono quattro: uno per la plastica, uno per il vetro, uno per la carta e uno per l’indifferenziato. Quello dell’umido è sotto il lavello della cucina, in uno sportellino, per non far uscire la puzza in tutta la casa, che poi è una stanza sola, un rettangolo di venticinque metri quadri con angolo cottura, divano letto, la porta del bagno, un armadio a muro con le ante scorrevoli e un ripostiglio mansardato, alto meno di un metro; tutta la casa in realtà è un sottotetto.</p>
<p>Continua su <a href="http://www.vicolocannery.it/2013/02/25/senza-titolo/">Vicolo Cannery</a></p>
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		<title>L&#8217;anno che verrà</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 11:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[on my hotel tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Se c&#8217;è una cosa che ho imparato dal 2012 e che mi porterò dietro nel 2013 è la scoperta della gioia della preparazione, in tutti i sensi. Mai come quest&#8217;anno, l&#8217;anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando: è questa la novità. Buon 2013 a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se c&#8217;è una cosa che ho imparato dal 2012 e che mi porterò dietro nel 2013 è la scoperta della gioia della preparazione, in tutti i sensi.</p>
<p>Mai come quest&#8217;anno, l&#8217;anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando: è questa la novità.</p>
<p>Buon 2013 a tutti.</p>
<p><a href="http://www.elenamarinelli.it/wp-content/uploads/2012/12/20121231-122337.jpg"><img src="http://www.elenamarinelli.it/wp-content/uploads/2012/12/20121231-122337.jpg" alt="20121231-122337.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>Novantasei</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 12:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[on my hotel tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è il compleanno della nonna da cui ho preso il nome. Abbiamo anche la stessa bocca. Ne fa 96, è nata nel 1916, quando c&#8217;era ancora il bianco e nero. L&#8217;ho chiamata al telefono, sente poco, quindi ero in strada sotto l&#8217;ufficio ad urlare. Di solito, quando la chiamo, da diversi anni, si lamenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è il compleanno della nonna da cui ho preso il nome. Abbiamo anche la stessa bocca.</p>
<p>Ne fa 96, è nata nel 1916, quando c&#8217;era ancora il bianco e nero.<br />
L&#8217;ho chiamata al telefono, sente poco, quindi ero in strada sotto l&#8217;ufficio ad urlare.<br />
Di solito, quando la chiamo, da diversi anni, si lamenta molto: acciacchi, dolori, vede poco, sente male, non può mangiare tutto il fritto che vorrebbe, abita da sola perché non può farne a meno e quindi mi elenca tutte queste cose, poi mi dice che a Casacalenda piove o c&#8217;è bel tempo o, se è inverno, che le dispiace perché non può affacciarsi al balcone per vedere la gente che passa. Dopo, verso la fine, mi chiede quando torno a casa, si lamenta anche perché non ci sono mai.<br />
Ma.<br />
Solo quando la chiamo per il suo compleanno, alla fine, dopo che le ho fatto gli auguri mi dice: <strong>«</strong>Sono&#8230;<strong>»</strong> e ci mette il numero preciso, lo fa durare tutti i momenti belli e brutti, tutti gli acciacchi e le carezze e poi aggiunge: <strong> <strong>«</strong></strong>&#8230;mica uno!<strong>» </strong>e un po&#8217; ride, un po&#8217; no, difficile dirlo con certezza, a me pare sempre che rida per quell&#8217;attimo in cui ne ha mica solo uno e riavvolge il nastro. Così sembra sempre felice al telefono di compiere gli anni, perché tutti ci ricordiamo di prendere il telefono e urlare in strada <em>tanti auguri</em>.<br />
E anche in questo, in questo vezzo egocentrico che dura 24 ore, io e lei siamo uguali.</p>
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		<title>Di politica a pranzo non si parla</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 22:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[on my hotel tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella mia famiglia sì. Eccome. Io non ho mai capito perché poi uno non dovesse parlare di politica a tavola. Come se la politica fosse una roba di cui vergognarsi. Ah ecco.  Forse era questo. Da quando sono grande per votare, quindi dal 2001, ho avuto poca fortuna: la mia prima stagione da elettore è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mia famiglia sì. Eccome.<br />
Io non ho mai capito perché poi uno non dovesse parlare di politica a tavola.<br />
Come se la politica fosse una roba di cui vergognarsi.<br />
Ah ecco.  Forse era questo.</p>
<p>Da quando sono grande per votare, quindi dal 2001, ho avuto poca fortuna: la mia prima stagione da elettore è stata un po&#8217; triste, devo ammetterlo. Sempre in bilico, maggioranze risicate, indebolimento della politica &#8211; ieri Vendola ha detto che la politica è tornata a essere una cosa nobile, fino all&#8217;altro ieri non lo era, ha ragione secondo me &#8211; e io, dentro di me, aspettavo quel momento per cui ero stata cresciuta, un momento preciso in cui potevo sentirmi orgogliosa di appartenere a una parte politica di centrosinistra, una me seminale, piantata con racconti di stagioni meravigliose e sagge, con lotte importanti e futuri speranzosi.<br />
Ogni tanto, dal 2001 a oggi, quel seme rimasto lì senza prendere acqua né sole mi ha anche dato fastidio, mi ha fatto sentire a disagio, mi ha fatto domandare se fosse colpa mia, colpa della politica, colpa della politica a tavola.</p>
<p>Niente di tutto questo, immagino.<br />
Doveva finire, prima o poi.<br />
O meglio: doveva ricominciare, prima o poi.</p>
<p>Ognuno ha le famiglie che si merita: io devo esser stata particolarmente meritevole, perché nel 1992 mi veniva spiegato cosa era Tangentopoli, quel che stava accadendo in Sicilia. Avevo solo dieci anni, ma sentivo spesso dire di me che ero piccola, non stupida e quel che avevo da chiedere, potevo chiederlo; avevo a disposizione <em>La Repubblica</em> e<em> L&#8217;Unità</em> ogni giorno a ogni ora del giorno e se facevo una domanda o se mi usciva una aberrazione, a tavola, tra un pezzo di pane e l&#8217;altro, ricevevo le risposte o i rimproveri che meritavo.<br />
È una educazione faziosa, sì, come ogni scelta, e anche molto passionale. E non sono vissuta in provincia di Modena, ci tengo a dirlo, ma in provincia di Campobasso, che pare quasi una cosa anormale, in un Sud che &#8211; questo lo ha detto Bersani ieri &#8211; soffre un po&#8217; di più degli altri e che qualcuno <a href="http://blog.alebegoli.it/2012/11/26/pensieri-a-caldo-di-una-scrutatrice-renziana-il-lunedi-mattina/" target="_blank">considera malamente</a>, con parole che mi fanno sanguinare le orecchie.</p>
<p>Una delle cose di cui vado fiera, riguardo alla mia educazione che ho coltivato al Sud, con la <em>esse</em> maiuscola, che ho cercato di conservare e portare avanti nonostante la stagione politica che ho vissuto al Nord, con la <em>enne</em> maiuscola, e che ho scelto di non buttare, quando si è trattato di diventare grande, è stata la possibilità di avere degli strumenti per capire, indagare e non rinunciare, trovare il buono scavando a fondo, nelle persone, negli amministratori e nei politici e che la politica a un certo punto sarebbe ritornata a essere una passione nobile.</p>
<p>Forse è successo ieri, forse deve ancora pienamente succedere, ma ogni volta che mi trovo a dover votare, che c&#8217;è tanta gente che lo fa, nonostante le file, con le stampelle, con le sedie da casa e gli occhi brillanti, che ci pensa su e soffre per aspettare i risultati, come una cosa di cui non vergognarsi (più), ecco: oggi respiro sempre un po&#8217; meglio, anche se è lunedì, mi sembra che ci possa essere qualcosa di buono, a patto che ci mettiamo anche noi un po&#8217; più di impegno &#8211; è ora, è giusto - noi che votiamo dal 2001 o giù di lì.</p>
<p>È come liberarsi dal Mondiale &#8217;82, in qualche modo.</p>
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		<title>Senza titolo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 12:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[i reading]]></category>
		<category><![CDATA[la centoventotto rossa]]></category>

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		<description><![CDATA[La cosa che ho imparato con sicurezza negli ultimi due anni è che da soli le cose non vengono mai perfettamente bene &#8211; a meno di essere dei one man band formidabili con mille e una doti, ma non è il mio caso. Qualche settimana fa la centoventotto rossa ha compiuto due anni: il fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa che ho imparato con sicurezza negli ultimi due anni è che da soli le cose non vengono mai perfettamente bene &#8211; a meno di essere dei one man band formidabili con mille e una doti, ma non è il mio caso.</p>
<p>Qualche settimana fa <em>la centoventotto rossa</em> ha compiuto due anni: il fatto non vuole dire nulla nello specifico, tranne che, forse, è arrivato il momento di dirle arrivederci: non addio, perché non si può, ma arrivederci sì. Con convinzione e<strong> l&#8217;ultimo giro in macchina insieme che sarà venerdì 9 a Milano al Circolo Arci Simonetta, alle 21.30</strong>. Ci saranno anche delle<strong> copie speciali su cui ha disegnato apposta <a href="http://tostoini.it" target="_blank">tostoini</a></strong>.</p>
<p>Però, visto che è un arrivederci, faccio anche questa cosa che fanno a Sanremo dopo la premiazione del vincitore: ringrazio uno a uno tutti quelli che hanno voluto questo libro (sono 437), che si sono presi la briga di commentarlo e di dirmi cosa proprio non andasse bene e cosa invece è bellissimo: in questi due anni mi è servito molto pensare a queste cose, sia per tornare indietro e credere di non essere minimamente capace, sia per guardare avanti e constatare che, invece, non è esattamente così.</p>
<p>Poi ringrazio tutti i lettori che mi hanno accompagnato nei vari reading, c&#8217;è un posto <a href="http://www.elenamarinelli.it/index.php/lacentoventottorossa/" target="_blank">qui</a>, in basso a destra, in cui dovreste esserci tutti.<br />
Infine grazie a <a href="http://tostoini.it" target="_blank">tostoini</a>, che mi ha regalato una copertina orizzontale &#8211; e già questo è un fatto eccezionale &#8211; e è stata la madrina di questa macchinina di carta.</p>
<h5 style="text-align: center;"><a href="http://www.elenamarinelli.it/wp-content/uploads/2012/11/lacentoventottorossa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3008" title="lacentoventottorossa" src="http://www.elenamarinelli.it/wp-content/uploads/2012/11/lacentoventottorossa.jpg" alt="" width="502" height="335" /></a>Casa del Disco di Faenza, 22.10.2010 ( Foto di <a href="http://silviacanini.carbonmade.com" target="_blank">Silvia Canini</a> )</h5>
<p style="text-align: center;">Qui è dove abbiamo cominciato.<br />
Due anni sono pochi, due anni nella vita di una persona sono davvero pochi; a me, però, in questi due anni è successo di tutto.</p>
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		<title>Anniversari e cose di ottobre</title>
		<link>http://www.elenamarinelli.it/index.php/2012/10/anniversari-e-cose-di-ottobre/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 08:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BarabbaEdizioni]]></category>
		<category><![CDATA[la centoventotto rossa]]></category>
		<category><![CDATA[on my hotel tv]]></category>
		<category><![CDATA[spellicolaggini]]></category>

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		<description><![CDATA[Settembre è il mese bello, poi c&#8217;è ottobre che va sempre un po&#8217; per conto suo, poi finalmente arriva novembre. Quindi, no: non è un caso che la centoventotto rossa, il 22-23, e spellicolaggini 2011, il 17, facciano il compleanno ad ottobre, che le mie storie d&#8217;amore siano finite in ottobre e l&#8217;Università inizi ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Settembre è il mese bello, poi c&#8217;è ottobre che va sempre un po&#8217; per conto suo, poi finalmente arriva novembre.<br />
Quindi, no: non è un caso che <a href="http://www.elenamarinelli.it/index.php/lacentoventottorossa/" target="_blank"><em>la centoventotto rossa</em></a>, il 22-23, e <a href="http://www.elenamarinelli.it/index.php/2011/10/tutti-i-soldi-che-abbiamo-speso-per-farti-studiare/" target="_blank"><em>spellicolaggini 2011</em></a>, il 17, facciano il compleanno ad ottobre, che le mie storie d&#8217;amore siano finite in ottobre e l&#8217;Università inizi ad ottobre: non esistono le coincidenze.</p>
<p>Tanti auguri, libri.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il 9 novembre si potrebbe anche ballare, volendo. E invece.</title>
		<link>http://www.elenamarinelli.it/index.php/2012/10/il-9-novembre-si-potrebbe-anche-ballare-volendo-e-invece/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 07:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[i reading]]></category>
		<category><![CDATA[la centoventotto rossa]]></category>
		<category><![CDATA[readingelli]]></category>

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		<description><![CDATA[È il compleanno del Capitano, intanto. Poi, quest&#8217;anno, senza nulla togliere al Capitano, è anche il giorno in cui al Circolo ARCI Cicco Simonetta, Via omonima numero civico 16 a Milano, alle 21.45 facciamo un reading che si chiama Si potrebbe anche ballare, volendo. Il 9 novembre cade di venerdì, il Cicco è un bel posto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È il compleanno del Capitano, intanto.</p>
<p>Poi, quest&#8217;anno, senza nulla togliere al Capitano, è anche il giorno in cui al <strong><a href="http://www.ciccosimonetta.org/" target="_blank">Circolo ARCI Cicco Simonetta</a></strong>, Via omonima numero civico 16 a Milano, alle 21.45 facciamo un reading che si chiama <em>Si potrebbe anche ballare, volendo</em>.<br />
Il <strong>9</strong> <strong>novembre</strong> cade di venerdì, il Cicco è un bel posto, c&#8217;è un pianoforte, e dividerò il palco con <strong><a href="http://tostoini.it" target="_blank">tostoini</a></strong> e il nostro <strong>pianista</strong> di riferimento.</p>
<p>Vi leggerò un po&#8217; di <a href="http://www.elenamarinelli.it/index.php/lacentoventottorossa/" target="_blank">centoventotto rossa</a>, che compie due anni il prossimo 23 ottobre, un po&#8217; di <a href="http://barabba-log.blogspot.it/2012/02/febbraio-29-un-ebook.html" target="_blank">Febbraio 29</a> e alcune cose nuove o cose che non ho mai letto prima e che non stanno da nessuna parte, né sono state raccolte dall&#8217;odore della carta.<br />
tostoini la vedrete disegnare e marchiare qualche copia del libello di carta, il pianista di riferimento lo vedrete fare il pianista di riferimento.</p>
<p>Potrei sedere su uno sgabello, se mi mettessi i tacchi.</p>
<address>***<br />
Grazie, fin d&#8217;ora, a Ciccio Rigoli che, oltre ad aver sposato la Sara e avere un bambino che si chiama Eduardo (Edoardo son buoni tutti), mi ha fatto da agente letterario, per avere in cambio solo una ciambella. </address>
]]></content:encoded>
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		<title>Nell&#8217;anno dei trenta (13)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 08:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[on my hotel tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina mi son svegliata con una sveglia alle 6: non succedeva dal 2006 di esercitare questa volontà sul mio organismo. È che alle 7.15 è arrivato il pianoforte a casa. Simone era molto sveglio, io no; faceva le chiacchiere con i traslocatori, io mi sono strizzata gli occhi, ho inforcato gli occhiali e mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina mi son svegliata con una sveglia alle 6: non succedeva dal 2006 di esercitare questa volontà sul mio organismo.<br />
È che alle 7.15 è arrivato il pianoforte a casa.</p>
<p>Simone era molto sveglio, io no; faceva le chiacchiere con i traslocatori, io mi sono strizzata gli occhi, ho inforcato gli occhiali e mi sono appoggiata al corrimano del pianerottolo, di fronte alla nostra porta, affacciata alla tromba delle scale, per vedere tutto il percorso che avrebbero fatto, per monitorarli dall&#8217;alto, come fa il gatto quando deve capirci di più. Simone, invece, era lì in basso, fiducioso, a vedere questi due tizi portare in casa il suo pianoforte, quello che ha tantissimi anni, fatto di meccanica, legno e martelletti, quello che se ti ci avvicini devi chiedere il permesso.<br />
Era lì serafico lui, io no.<br />
I due traslocatori erano persone normalissime &#8211; siano benedette le persone normalissime &#8211; non avevano accenti, né modi particolari di camminare, né tic particolarmente visibili, erano dei John Doe delle imprese di trasloco; eppure avevano un furgone attrezzato solo per trasportare pianoforti, avevano una mini amaca e un carrellino quadrato con le ruote che sarebbero stati d&#8217;impiccio per qualsiasi altra cosa che non fosse stata trasportare un pianoforte. Io non ho niente contro le persone normalissime, ma a vederli lì non avevo niente che mi facesse avere fiducia a priori. Un segno, una tuta con sul taschino disegnato un pianoforte o la chiave di violino, un pentagramma come portachiavi, che ne so: qualsiasi cosa. Niente. Li ho guardati molto, mentre preparavano l&#8217;imbracatura.</p>
<p>Sei agitato?, ho mimato io da sopra le scale a Simone.<br />
Non aveva capito.<br />
Ci ho riprovato.<br />
Niente.<br />
Allora gli ho mandato un messaggio.<br />
Di che?, mi risponde.<br />
Che ti portano su il pianoforte.<br />
No. Perché dovrei?<br />
E che ne so, magari su per le scale sbatte.<br />
Ma va&#8217;!</p>
<p>Hanno sistemato nell&#8217;androne del palazzo la mini amaca, poi hanno fatto scivolare il pianoforte dal furgone parcheggiato fuori, delicatamente &#8211; pianoforte che si era già fatto trenta chilometri di tangenziale fermo e immobile, incastrato in una struttura apposta &#8211; e lo hanno messo sulla mini amaca, delicatamente.<br />
Uno di loro era cicciotto e più basso, l&#8217;altro magro e alto, non so se li abbiano scelti così apposta, per far venire in mente a me Stanlio e Ollio, le comiche, le buce di banana, le botte in testa, e la sequela possibile di disastri con la scena finale in cui il pianoforte è un cumulo di macerie, non lo so: fatto sta che ho corrucciato lo sguardo, mi sono svegliata di colpo, ho guardato Simone che era sempre più serafico tendente al contento, e mi sono detta che <em>Ecco, devo darci un occhio io, che se non ce lo do io l&#8217;occhio, quello lì è perso a sorridere. Ma vedi te.</em><br />
Per le scale si davano il tempo: <em>Un, due, hop</em>, diceva uno, quello che lo spingeva in su, quello più alto e anche io mimavo la spinta, senza farmi vedere. <em>Piano, giù</em>, diceva poi quello che lo appoggiava, dall&#8217;altra parte, a pezzo di scala finito.</p>
<p>Siamo al primo piano, ho detto.<br />
Sì lo sappiamo, hanno detto in coro.<br />
Meno male. Pensate fossimo stati al settimo!<br />
Saremmo arrivati lo stesso, mi ha ribattuto quello più alto.<br />
Ecco, ho pensato non troppo convinta.<br />
Di nuovo: <em>Un, due, hop</em>, diceva il primo. <em>Piano, giù</em>, diceva poi l&#8217;altro, dall&#8217;altra parte, a pezzo di pianerottolo finito, tutto accucciato, con le mani che stavano proprio sotto al legno, a proteggerlo, delicatamente. Erano quasi arrivati, Simone li aveva sorpassati, allora io ho abbassato la voce, delicatamente.</p>
<p>Ma davvero non sei agitato?<br />
No, Ele. L&#8217;ho visto fare altre volte.<br />
E che c&#8217;entra.<br />
Fanno il loro mestiere, non succede niente, non ti preoccupare.<br />
Posso entrare?, ha chiesto quello più alto.<br />
Sì, sì.<br />
Vorrei vedere dove va sistemato.</p>
<p>Entra, io l&#8217;ho seguito, affrettando il passo: lui era il prestigiatore che stava per finire il numero della donna tagliata a metà e io quella del pubblico che fissava il punto in cui, insindacabilmente, si nascondeva il segreto del suo numero più pericoloso, lo fissavo per smascherarlo, per capirci di più; Simone ha sbadigliato, ho percepito la sua assenza di tensione e per me era un errore di valutazione inconcepibile, porca miseria, allora l&#8217;ho guardato male. Ha percorso tutto il corridoio, gli abbiamo indicato il posto, lui ha valutato, guardato i battiscopa, io ho continuato a fissarlo, <em>Dov&#8217;è il segreto? Dov&#8217;è?</em>, ha notato le prese, guardato la tv e definito il perimetro della stanza con lo sguardo.</p>
<p>Va bene.<br />
Va bene, ho ripetuto.<br />
<em>Andrà poi bene</em>, mi son detta tra me e me, <em>Vedremo se andrà bene, santinumi</em>.<br />
Sudavo. Simone no.</p>
<p>Il carrello con le rotelle serviva per spingerlo lungo il nostro corridoio, fino al punto preciso, più in fondo della casa, dove è stato appoggiato, di nuovo delicatamente.<br />
No, un po&#8217; più in là.<br />
Lo hanno messo un po&#8217; più in là.<br />
Ecco fatto, ha decretato quello più cicciotto, delicatamente, sorprendendomi.<br />
Ecco fatto, ho ripetuto io, piano, sentendomi goffa d&#8217;un tratto.</p>
<p>Sono rimasta lì, seduta di fronte a lui, ho avvisato i miei che era arrivato il pianoforte, mentre i due traslocatori delicatissimi se ne sono andati e Simone faceva il caffè.<br />
Non vieni a vederlo?<br />
Dopo.<br />
Come dopo?<br />
Dopo.<br />
Perché?<br />
Fallo riposare.<br />
Dici che lo disturbo se sto qua?<br />
Ha riso, deve anche aver scosso la testa, lo so, non l&#8217;ho visto ma l&#8217;ho immaginato, mentre io ero ancora lì, il pianoforte pure, non ha fatto tonfi, né ha detto <em>Ahia</em>. Me ne sono andata, delicatamente, e l&#8217;ho immaginato che avrebbe iniziato a girarsi e rigirarsi, per trovare una posizione.<br />
Sta lì anche adesso, senza nessuno che conosce in una casa nuova, ad ambientarsi, a settarsi sull&#8217;umidità dell&#8217;aria, a rendersi conto di dov&#8217;è finito. A giudicare l&#8217;ordine e il disordine, l&#8217;armadio e i cuscini.<br />
A fare amicizia con osvaldo.<br />
Chissà se gli piacciono le tende.</p>
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		<title>La più bella del reame</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 08:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BarabbaEdizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Barabbista e me ne vanto]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 settembre scorso è uscito l&#8217;ennesimo ebook collettivo di Barabba: si chiama L&#8217;ennesimo libro della fantascienza, è dedicato a Carlo Fruttero, è gratis, si scarica qui. Ci sono anche io, con un raccontino che si chiama La più bella del reame, dice che è ironico e dice macheath nei commenti &#8211; potete anche leggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 settembre scorso è uscito l&#8217;ennesimo ebook collettivo di Barabba: si chiama <em>L&#8217;ennesimo libro della fantascienza</em>, è dedicato a Carlo Fruttero, è gratis, si scarica <a href="http://barabba-log.blogspot.it/2012/09/lennesimo-libro-della-fantascienza-un.html" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Ci sono anche io, con un raccontino che si chiama <em>La più bella del reame</em>, dice che è ironico e dice macheath <a href="http://lennesimoblogdellafantascienza.wordpress.com/2012/09/25/la-piu-bella-del-reame/" target="_blank">nei commenti</a> &#8211; potete anche leggere il racconto allo stesso link &#8211; che è una storia che leggerà la sera ai suoi figli.<br />
Ecco, secondo me riuscire a far addormentare i bambini quando è il momento è un compito bellissimo: grazie, sig. macheath, spero che i suoi figli non la sveglino a cuscinate, poi, anche perché non è previsto il rimborso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>***<br />
Di seguito un pezzo preso dal mezzo:</em></p>
<p><em>[...]</em><br />
<em>La Regina, ogni mattina, per un minuto esatto, interrogava lo specchio, scrivendo:</em><br />
<em> Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?</em><br />
<em> Lo specchio rispondeva Margherita o Cristina o Giuditta o a volte Chiaretta, a seconda di come avesse voglia, ma mai rispondeva: Sei tu, o mia Regina.</em><br />
<em> Lei non si adirava né si indispettiva per le sue risposte e, anzi, ogni volta che lui le rivelava un nome, la Regina si recava dalla preferita dello specchio e le regalava un’ostrica con dentro una perla.</em><br />
<em>[...]</em></p>
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		<title>Porto il naso rosso d&#8217;ordinanza</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 08:15:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domani a Riva del Garda (TN), speriamo non faccia troppo freddo, non ho ancora fatto il cambio di stagione, ci sono i Macchianera Italian Awards 2012. C&#8217;è Barabba che forse, chissà, magari, rischia di vincere e ci sono delle persone che mi fa piacere rivedere. Con chi c&#8217;è, ci si vede là.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani a Riva del Garda (TN), speriamo non faccia troppo freddo, non ho ancora fatto il cambio di stagione, ci sono i <a href="http://www.blogfest.it/2012/09/03/mia2012-macchianera-italian-awards-2012-2-la-scheda-di-votazione-le-nomination/" target="_blank">Macchianera Italian Awards</a> 2012.<br />
C&#8217;è <a href="http://barabba-log.blogspot.com" target="_blank">Barabba</a> che forse, chissà, magari, rischia di vincere e ci sono delle persone che mi fa piacere rivedere.</p>
<p>Con chi c&#8217;è, ci si vede là.</p>
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