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		<title>L&#8217;arroganza dell&#8217;ultimo giorno</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 09:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[on my hotel tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a stamattina alle 9.07 e 5 secondi ero felicissima: da lunedì si ricomincia. Senso di ebrezza, confusione, destabilizzazione, gioia, eccitamento, ringalluzzimento e boccate d&#8217;aria fresca tutte insieme nelle narici: fino a stamani ero così. Lo sono stata per qualche giorno, precisamente da lunedì, da quando è iniziata la mia ultima settimana nel posto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a stamattina alle 9.07 e 5 secondi ero felicissima: da lunedì si ricomincia.<br />
Senso di ebrezza, confusione, destabilizzazi<wbr>one, gioia, eccitamento, ringalluzzimento e boccate d&#8217;aria fresca tutte insieme nelle narici: fino a stamani ero così. Lo sono stata per qualche giorno, precisamente da lunedì, da quando è iniziata la mia ultima settimana nel posto che mi ha tenuto, accarezzato, urtato per 4 anni e mezzo. No, non sono molti, ma sono i primi e quindi sembrano almeno il doppio.</wbr></p>
<p>Oggi che è l&#8217;ultimo giorno feriale di lavoro, sui vetri del Palazzo di Vetro piove, negli scaffali c&#8217;è nulla che mi appartenga, accanto a me c&#8217;è un cartonato speciale e tutto intorno i miei colleghi parlano come se niente fosse, come se io lunedì mattina ci fossi ancora o come se me ne fossi già andata da mesi.</p>
<p>L&#8217;ultimo giorno è un giorno arrogante in cui speri soltanto che mancherai a tutti, a quelli che si culleranno con l&#8217;affetto di saperti contenta e a quegli altri che invece ti rimpiangeranno e basta.</p>
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		<title>Hai sentito?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 09:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BarabbaEdizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Barabbista e me ne vanto]]></category>
		<category><![CDATA[insieme è meglio]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica sarò a Carpi, al Museo Monumentale al Deportato, per fare un reading che si intitola E far l&#8217;amore anche se il mondo muore. Dura una cinquantina di minuti, leggiamo quattro racconti: uno è il mio, si intitola Hai sentito?. È una delle pochissime cose che ho in testa da tantissimi anni, circa quindici, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica sarò a Carpi, al Museo Monumentale al Deportato, per fare un reading che si intitola <em>E far l&#8217;amore anche se il mondo muore</em>.<br />
Dura una cinquantina di minuti, leggiamo quattro racconti: uno è il mio, si intitola <em>Hai sentito?</em>.<br />
È una delle pochissime cose che ho in testa da tantissimi anni, circa quindici, per decidermi a farlo e finirlo ci ho messo un anno e infatti non è ancora terminato per davvero.<br />
<em>E far l&#8217;amore anche se il mondo muore</em> è un libello che distribuiremo gratis domenica a chi ci sarà e poi sarà un ebook sempre gratis da lunedì prossimo: poi vi dico dove scaricarlo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border: 1px solid black;" src="http://s3.amazonaws.com/data.tumblr.com/tumblr_m297w5qgHF1qa7fdyo1_1280.jpg" alt="" width="435" height="447" /></p>
<p style="text-align: center;">La copertina l&#8217;ha disegnata <a href="http://disegnini.tumblr.com" target="_blank">Francesco Farabegoli</a></p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>Ogni scusa è buona &#124; Personal Report</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 07:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[personal report]]></category>

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		<description><![CDATA[Io, una intervista telefonica, è la prima volta in vita mia che la faccio: abbiate pazienza, ho dovuto prendere appunti come all&#8217;Università. Avevo tre fogli, ho preso appunti a macchia di leopardo in tutti i punti dei tre fogli: proprio come all&#8217;Università. Mi son laureata? Sì. Prima dei 28 anni? Sì sì. Eh, oh. Clic.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io, una intervista telefonica, è la prima volta in vita mia che la faccio: abbiate pazienza, ho dovuto prendere appunti come all&#8217;Università. Avevo tre fogli, ho preso appunti a macchia di leopardo in tutti i punti dei tre fogli: proprio come all&#8217;Università.<br />
Mi son laureata? Sì.<br />
Prima dei 28 anni? Sì sì.</p>
<p>Eh, oh.</p>
<p><a href="http://www.personalreport.it/2012/04/davide-enia-racconta-il-suo-libro-cosi-in-terra/" target="_blank">Clic</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>300 ciliegie</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 12:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariarita mangia le ciliegie come un ruminante. Le spolpa con i denti, le labbra, muovendo le guance, fino a che non sente almeno due giri di lingua sul nocciolo, poi lo sputa nel piatto; li accantona tutti vicino al bordo, da un lato o dall&#8217;altro, mentre i piccioli li conserva in mano, uno sull&#8217;altro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mariarita mangia le ciliegie come un ruminante.</p>
<p>Le spolpa con i denti, le labbra, muovendo le guance, fino a che non sente almeno due giri di lingua sul nocciolo, poi lo sputa nel piatto; li accantona tutti vicino al bordo, da un lato o dall&#8217;altro, mentre i piccioli li conserva in mano, uno sull&#8217;altro e poi li butta tutti in una volta nella spazzatura dell&#8217;umido.<br />
I secchi dell&#8217;immondizia sono quattro: uno per la plastica, uno per il vetro, uno per la carta e uno per l&#8217;indifferenziato. L&#8217;umido è sotto il lavello della cucina, in uno sportellino per non far uscire la puzza in tutta la casa, che poi è una stanza sola, un rettangolo di 25 metri quadri con angolo cottura, divano letto, la porta del bagno, un armadio a muro con le ante scorrevoli di spessore 18 centimetri e la porta sul pianerottolo, che in realtà è un sottotetto.<br />
Il soffitto è mansardato. Mansardato, a 20 anni, vuol dire che il soffitto da un lato si piega sulla nuca mentre siedi sul divano e guardi la tv, dall&#8217;altro si poggia sul bordo più in alto dell&#8217;armadio. È buffo, Mariarita è bassa, la mansarda ha il lucernaio e una finestra, il sole entra, il raggio del pomeriggio separa la polvere molto più lentamente del solito, i granellini si mischiano all&#8217;aria.</p>
<p>Mariarita guarda la tv tutti i pomeriggi dopo il lavoro, fa la governante dalla signora ricca del primo piano e poi alla sera ogni tanto esce, da sola, va a comprarsi le ciliegie al supermercato vicino casa, anche se è costoso, ma è quello che chiude alle 21: ci va dieci minuti prima della chiusura, la cassiera della cassa 8 è una sua vicina di casa, l&#8217;aspetta sempre, così ci mette 8 minuti esatti per comprare le ciliegie, scegliendole una per una.<br />
Stai dimagrendo troppo.<br />
Dici?<br />
Sì.<br />
No, dai: è che arriva maggio, ho meno vestiti addosso.<br />
Sarà.<br />
Grazie, eh.<br />
A buon rendere, le dice e poi la guarda uscire dalla seconda porta, sempre la stessa visuale: il sedere molliccio, le gambe secche, il busto corto e i capelli pettinati male con un elastico nero sfilacciato e lento.<br />
Mariarita assaggia un chicco subito sul marciapiede, prende quello su cui era meno sicura, su cui ha puntato tutto solo con uno sguardo, lo prende e lo tasta un po&#8217;, senza troppa pressione, lo rigira tra le dita, è lucido, guarda il colore, è un rosso giusto, il picciolo si stacca con qualche secondo di troppo, forse è poco matura, infila un canino nella polpa, il primo, e il succo dolce le spegne la lingua. Sorride, ha indovinato di nuovo, sono le 21 e comincia a fare buio; torna a casa, di fretta, conserva il nocciolo in mano, sente l&#8217;umido e pensa al numero, non è sicura.<br />
263 o 264? La settimana scorsa come è andata?<br />
Non ricorda, infila le chiavi nel portone, sale le scale due a due, arriva col fiatone e le guance calde, il succo è finito, la lingua è secca e sulla scatola di plastica per alimenti c&#8217;è scritto 262 col pennarello nero. Ne mancano ancora 37.</p>
<p>Mariarita tira una riga sul 262, ci scrive accanto, più piccolo, lo spazio libero dell&#8217;etichetta sta finendo, il numero 263. La scatola puzza di resti di ciliegie, di gesti ossessivi e denti, i suoi, meticolosi; il coperchio di plastica funziona, perciò fuori l&#8217;odore è attutito. Da fuori, la scatola è una massa marrone di chicchi: se Mariarita prova a scuoterla o a rovesciarla, essi scivolano a fatica: sul fondo sono tutti appiccicati alla plastica.<br />
Rimette la scatola in frigorifero, prende un pezzo di un cracker, l&#8217;ultimo della bustina, e se lo sgretola in bocca intero, lo ammolla sulla lingua, la poltiglia è un po&#8217; salata, ingoia tutto e si mette sul divano. In tv c&#8217;è un reality show, quello dell&#8217;isola, e le urla della tizia bruna e di quella bionda si fiondano sulla faccia di Mariarita, lasciandole una smorfia contrita sugli occhi.</p>
<p>Inizia a mangiare le ciliegie pescando direttamente dalla busta di plastica del banco frutta del supermercato; il guanto, che le pregano di usare e che immancabilmente, dopo l&#8217;uso, non butta mai, è ancora nella tasca e si stringe in una pallina strozzata quando si siede sul divano, poi diventa una cosa sola con la federa della tasca in soli dieci minuti e ogni volta che si rigira sul divano, nel dormiveglia delle successive ore, la plastica calda soffoca sempre un po&#8217; di più assieme a lei.</p>
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		<title>Nell&#8217;anno dei trenta (5)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 14:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[on my hotel tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto da vicinissimo David Grossman, ieri sera, gli ho anche stretto la mano. Ha una mano liscia: una di quelle che si cura con le creme al latte, liscia sia sul palmo che sul dorso, piena, viva, da nonno che non lavora più ma sta comunque bene, fa le sue cose, esce, prende aria. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto da vicinissimo David Grossman, ieri sera, gli ho anche stretto la mano.<br />
Ha una mano liscia: una di quelle che si cura con le creme al latte, liscia sia sul palmo che sul dorso, piena, viva, da nonno che non lavora più ma sta comunque bene, fa le sue cose, esce, prende aria. E poi lui abbraccia il palmo, da sopra a sotto, fa proprio il gesto di quello che infila la sua mano nella tua, mentre ti guarda dritto negli occhi.</p>
<p>Ero al <a href="http://www.anteprimelibri.it/" target="_blank">Teatro Franco Parenti</a> di Milano, lui era seduto sul palco, sulla sinistra, accanto al suo traduttore, Paolo, e rispondeva a domande varie, soprattutto sui libri che ha scritto e i personaggi cui ha dato vita. Ha detto, tra le altre cose, tre cose che mi sono segnata &#8211; più o meno, perché le ho segnate in inglese e quindi non sono sicura affatto della trascrizione, ma l&#8217;importante sono i concetti*:</p>
<p style="padding-left: 30px;">1. This book (<em>Che tu sia per me il coltello</em>, <em>cioè</em>) is about be loved by someone else not for what we are but in spite of what we are.</p>
<p style="padding-left: 30px;">2. When I have an idea, that idea always seems to me a bad idea, but I start walking.<br />
If it&#8217;s spring or summer, I walk out. If it&#8217;s winter, I walk in one room, I walk around and around, my wife says &#8220;You&#8217;re burning my carpet&#8221;, and in that way, the idea becomes a good one.<br />
I start walking faster, and if the idea is still in my head for two or three days, it means that the idea is really good. So, I started asking some questions to myself about that idea. I&#8217;d like to transform that idea in a new bad one. But I can&#8217;t. And If I can&#8217;t, that is my sign: that is my new story.</p>
<p style="padding-left: 30px;">3. It&#8217;s curiosity. I write because I&#8217;m curious about people, how they deeply are, what they deeply think. I know myself, even too much: I&#8217;m curious about people.</p>
<p><em>*gli errori sono tutti miei, quindi.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>A quattro mani, a due voci e con un corpo</title>
		<link>http://www.elenamarinelli.it/index.php/2012/03/a-quattro-mani-a-due-voci-e-con-un-corpo/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 09:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[on my hotel tv]]></category>
		<category><![CDATA[personal report]]></category>
		<category><![CDATA[prospektiva]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri pomeriggio ero al Meme, a Carpi, a leggere questo, tra le altre cose: Uff. Cominciamo bene, cominciamo. Oddio. Non ti spaventare. Ah no? Sei un fantasma, mi appari da dietro e non dovrei spaventarmi? Non sono un fantasma, i fantasmi non esistono. Oddio. Non dovevo bere quel goccio prima. Da quando bevi di mattina? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio ero al <a href="http://www.spaziomeme.org/content/?p=2143" target="_blank">Meme, a Carpi</a>, a leggere questo, tra le altre cose:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Uff.<br />
Cominciamo bene, cominciamo.<br />
Oddio.<br />
Non ti spaventare.<br />
Ah no? Sei un fantasma, mi appari da dietro e non dovrei spaventarmi?<br />
Non sono un fantasma, i fantasmi non esistono.<br />
Oddio. Non dovevo bere quel goccio prima.<br />
Da quando bevi di mattina? Non è una buona abitudine, Jonat…<br />
Ma porca boia, che fai qua? Continui a parlare? Che sei? Un’allucinazione?<br />
No.<br />
Allora che sei?<br />
Smettila di strabuzzare gli occhi a quel modo. Stai sudando. E mi<br />
sento a disagio.<br />
Ah, tu ti senti a disagio? E io?<br />
Non dovresti.<br />
Ah no?<br />
No.<br />
Ma dico, sto parlando con un fantasma. Non ti parlo più, non è sano. Ora mi giro e torno a guardare il parco, ad aspettare che arrivi la gente.<br />
Non. Sono. Un. Fantasma. I fantasmi non esistono.<br />
E cosa saresti?<br />
Non so, non so come mi vedi.<br />
In carne e ossa ti vedo, ma se mi chiedi di toccarti non ti tocco: te lo dico.<br />
Non vorrei che mi toccassi, stai tranquillo.<br />
No, non sto tranquillo.<br />
Oh, senti. Mi hai chiamato tu. Vedi di darti una calmata, respira, e di’: che vuoi?<br />
Ok, ti tengo il gioco, magari passi. Niente. Son qua come tutti gli altri. Che c’è, non potevo?<br />
Ah be’, anche se mi dispiacesse, non ve ne fregherebbe nulla. Io non la volevo questa cosa qua.<br />
Sarà che adesso uno non può andare dove gli pare e organizzare cosa gli pare.<br />
Mah. Ci saranno le solite facce.<br />
Non sei contento, fantasma?<br />
Sì. No, non so. Non sono un fantasma.<br />
Sì o no?<br />
Forse no. Mi sarebbe piaciuto stare a casa oggi.<br />
Secondo me a casa tua non ti ci vuole nessuno, oggi.<br />
Non dire così, ti prego.<br />
Scusa, non volevo. Non posso pensare tu sia vero.<br />
Non sono vero, sono morto, come faccio ad essere vero. Ma non sono nemmeno un fantasma.<br />
E cosa sei?<br />
È così importante sapere cosa sono? Sono io.</p>
<p style="padding-left: 30px;">***</p>
<p style="padding-left: 30px;">Adesso ridi?<br />
Be’ sì, sono emozionato, contento.<br />
Ah-ah, no: non puoi abbracciarmi. Fermo lì.<br />
Ok, scusa.<br />
Non volevi una veglia?<br />
Una veglia? Di mattina? No.<br />
Eddai.<br />
No, davvero. Ma che fate qua oggi? Non ho ben capito.<br />
Si legge, si sta in silenzio. Un’oretta e finisce tutto.<br />
E se piove?<br />
Ho l’ombrello.<br />
E se non viene nessuno?<br />
Figurati.<br />
Be’, perché? È mattino. La gente ha da fare al mattino.<br />
Be’ meglio: così te ne vai prima, no?<br />
Stanno davvero bene tutti? Anche i cani?<br />
Bene sì.</p>
<p style="padding-left: 30px;">***<br />
Che hai lì?<br />
Ripasso.<br />
Cosa?<br />
Il discorso.<br />
Devi parlare?<br />
Eh.<br />
Non me l’avevi detto che dovevi parlare.<br />
Eh, sì. Me l’ha chiesto Arthur.<br />
Gran ragazzo, Arthur: mi pensa ogni anno.<br />
Tu come lo sai?<br />
Ah non te l’ho detto? Sono tre anni che leggo nel pensiero, ma non posso intervenire sempre, non ho ancora ben chiaro da cosa dipende che io possa o meno intervenire. Tu, per esempio, oggi tu mi hai chiamato. Non so più scrivere ma so leggere nel pensiero. E poi non tutto: solo i pensieri peggiori, deve essere qualche legge del contrappasso. Davvero non te l’avevo detto?<br />
No. Sai com’è, sono tre anni che non ci sentiamo.<br />
Infatti non so come mai proprio oggi ci stiamo sentendo.<br />
Forse per via di questo discorso.<br />
Cioè?<br />
Ci sono delle “xxx” a un certo punto. Non so che dire. E ho pensato: “Maledetto a lui!”<br />
Non può essere per questo. I pensieri che mi invocano devono essere molto brutti e soprattutto devono inglobare il mio nome.<br />
Allora è per stamani. Mentre mi facevo la barba mi sono tagliato e ho imprecato contro di te.<br />
E perché, scusa? È colpa mia se ti tagli?<br />
No, però pensavo a queste tre x e quindi è colpa tua.<br />
Senti però, anche tu, devi parlare fra un’ora e non sai che dire?<br />
Non è da te.<br />
Non ti sopporto quando dici “Non è da te”. Tu che diresti?<br />
Non so che cosa hai scritto.<br />
Le solite cose.<br />
Non è una buona definizione.<br />
No, lo so, ma me ne sono accorto adesso che mi hai fatto questa<br />
domanda.<br />
Non ho capito.<br />
Mi hai chiesto cosa ho scritto.<br />
No, io ho detto di non sapere cosa hai scritto, è diverso.<br />
Be’, ok, non vuoi saperlo?<br />
No.<br />
Ok. Al posto di quelle tre x ci metto: Pensavo di sapere sempre cosa gli passava per la testa ma non era vero.<br />
Ci sono problemi di concordanze verbali.<br />
No.<br />
Sì. “Pensavo di sapere sempre cosa gli passasse per la testa.”<br />
No: io ero convinto, quando eri vivo, intendo.</p>
<p style="padding-left: 30px;">***</p>
<p style="padding-left: 30px;">Comincia ad arrivare gente.<br />
Lo sapevo.<br />
Uh, ecco Arthur. È diventato un bel ragazzo.<br />
Sì.<br />
Non l’avrei detto. Avrei detto che Seth sarebbe stato un bel ragazzo invece guardalo lì com’è ingrassato. Come stanno?<br />
Non ne ho idea.<br />
Ah no?<br />
No, non mi guardare così: non mi interesso a tutti i tuoi studenti, non li conoscevo nemmeno.<br />
Giusto.<br />
Poi scusa non dovresti saperlo tu che cosa gli passa per la testa?<br />
Eh no, ti ho detto: si vede che non hanno brutti pensieri, perché i loro pensieri non mi arrivano mai. I tuoi invece…<br />
I miei invece cosa?<br />
Eh, i tuoi sono brutti spesso.<br />
Scusa.<br />
No, non devi scusarti. Ti voglio molto bene anche per questo. Non sentivo di dovermi nascondere.<br />
Io facevo una gran fatica.<br />
Ah sì? Non si capiva.<br />
Sì, soprattutto perché desideravo sembrarti brillante sempre, soprattutto negli ultimi periodi, invece l’angoscia mi attanagliava. Una volta ho detto a tua moglie, me lo ricordo bene, eravamo al telefono e io ero al telefono della cucina, in disparte. Cosa ridi?<br />
Il telefono della cucina è una delle cose che meno concepisco degli americani.<br />
Come se tu fossi canadese. Voi non ce l’avete il telefono in cucina?<br />
No.<br />
Ah.<br />
Comunque scusa non volevo interromperti.<br />
Come no.<br />
No, davvero, stavolta no. Cosa hai detto a mia moglie?<br />
Le ho detto: Sai, ultimamente quando lo vedo mi sale l’angoscia.<br />
Si vede, mi ha risposto lei e io allora mi sono sentito male, ho pensato che anche tu te ne fossi accorto.<br />
No, mai. Ma Karen è molto più intelligente di me.<br />
Devo andare David.<br />
Perché mi hai chiamato, Jonathan?<br />
Non lo so; giuro: non lo so. Ho imprecato contro di te, sarà per quello.<br />
Cosa ci metterai al posto delle x?<br />
Una cosa tipo: Pensavo di sapere sempre cosa gli passasse per la testa, ma era pressoché impossibile, soprattutto nell’ultimo periodo.<br />
È difficile farsi un’idea opportuna&#8230;<br />
Opportuna?<br />
Eh.<br />
Cioè?<br />
Giusta. Nel senso di giustizia. Opportunamente realistica. Fammi finire.<br />
Ok, scusa.<br />
Dicevo: È difficile farsi un’idea opportuna dei suoi pensieri, anche adesso che sono finiti e questa cosa è difficile da sopportare per uno come me. Si fa fatica a trattarlo come uno normale con una gran testa che ragiona un passo prima di tutti e sopra gli altri o come un debole con un grande genio verbale o come un disperato. Chissà perché. Nella maggior parte delle sue foto, per dire, non ha l’aria né del disperato né del debole. Né tantomeno del genio incontrollabile. La disperazione, non so perché, con quelli come lui ogni tanto si racchiude dentro un feudo inaccessibile, diventa un dogma perdonabile e si tinge troppo d’oro all’occorrenza. Si fa presto a fare gli altari della devozione all’intelligenza, soprattutto se non si può più metterla in discussione.<br />
Sei arrabbiato? Ecco perché mi hai chiamato. Come finisce?<br />
Così: Che rabbia. Oggi è 12 settembre: ci dovrebbe regalare una foto terribile, macchiata, una parola uscita male, uno sguardo superficiale, per compensare, per renderci più necessari. Lui lo era e lo sarebbe ancora.<br />
Passo da casa, Jon.</p>
<p>È quello che ho scritto per <em>Prospektiva n.54</em>, il <a href="http://prospektiva.it" target="_blank">numero sul falso</a> su cui ho già detto qualche tempo fa, quando è uscito. Non vi avevo detto cosa avevo scritto, però. Il falso sta nel fatto che non c&#8217;è niente di vero, tranne i nomi.<br />
Non si dice, almeno: non si dovrebbe mai dire, lo sanno quelli bravi, ma questo pezzo è nato per sbaglio, doveva essere una cosa sul cinema, un dialogo come quelli che metto qua spesso, fra Buster Keaton e Charlie Chaplin, ma poi il dialogo fra Chaplin e Keaton è <a href="http://barabba-log.blogspot.it/2011/10/spellicolaggini-un-ebook.html" target="_blank">finito dentro</a> <strong>spellicolaggini 2011</strong>, era fine settembre, e allora mi è venuto da scrivere questo. Ieri l&#8217;ho letto ad alta voce con <a href="http://rossopesce.blogspot.com" target="_blank">Fabrizio</a>  &#8211; ho iniziato io &#8211; e sono stata molto contenta.</p>
<p>Due settimane fa è uscito su <strong>Personal Report</strong> una sorta di giro panoramico su <a href="http://www.personalreport.it/2012/03/cosa-e-cowbird-e-perche-raccontare-storie-e-importante/" target="_blank">Cowbird</a>, l&#8217;ho scritto con Jacopo, cioè: lo ha scritto più lui di me, ma ci tenevo a dirlo.</p>
<p>Sempre la settimana scorsa, poi, è successo che ho finito il mio seminario di lettura espressiva, si chiamava proprio così, al <strong><a href="http://www.campoteatrale.it/" target="_blank">Campo Teatrale</a> di Milano</strong>. C&#8217;è un corpo, il mio, che deve ancora crescere, ho scoperto: gira e rigira il problema è sempre lì; magari un giorno ve lo racconto meglio, ma il succo è: fate un seminario di lettura espressiva, se vi capita, se non costa troppo, con qualcuno che vi aiuti a stanarvi dalla cuccia, potrebbe venir su una cattedrale.</p>
<p>No ma sto bene: ci tenevo a farvelo sapere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nell&#8217;anno dei trenta (4)</title>
		<link>http://www.elenamarinelli.it/index.php/2012/03/nellanno-dei-trenta-4-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 16:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[on my hotel tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Cambio lavoro per la prima volta. Dirlo alle persone che forse hanno capito ma non ti chiedono ancora, perché la prassi vuole così. Dirlo alle persone a cui ti va di dirlo, per condividere un bel momento. Rispondere a chi chiede se sei contenta, a chi ti bacia e ti abbraccia per dirti che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cambio lavoro per la prima volta.</p>
<p>Dirlo alle persone che forse hanno capito ma non ti chiedono ancora, perché la prassi vuole così. Dirlo alle persone a cui ti va di dirlo, per condividere un bel momento. Rispondere a chi chiede se sei contenta, a chi ti bacia e ti abbraccia per dirti che è felice lui.</p>
<p>Chi poi davanti alla tua scrivania non fa una piega, anzi: è rilassato e fa delle smorfie assurde per non fartelo vedere, ma tanto è lì stampato in grassetto a tutta fronte.</p>
<p>Soprattutto, informare chi non vedrai più prima di andare, e che non hai potuto salutare. Scrivere una mail con sincerità e un po&#8217; di allegria, mettersi a sedere e pensare forte alle cose da dire, quelle essenziali ma misurate.<br />
Pensare.<br />
Pensare.<br />
Pensare.</p>
<p>E pensare ancora: è difficile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prospektiva n°54</title>
		<link>http://www.elenamarinelli.it/index.php/2012/03/prospektiva-54/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 09:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[prospektiva]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella che vedete lì sotto è la scatola dorata, doratissima, di Prospektiva n° 54, in 199 copie disponibili per essere acquistate*: «cosa rimane tra falso e vero? Che la rivista fa riflettere. Te. Loro. L’oro. Storie che sembrano false invece sono vere.», dicono. Quelli che vedete attorno all&#8217;involucro, invece, sono i cotillons di questo numero. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.elenamarinelli.it/wp-content/uploads/2012/03/prospektiva54-falso.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2829" title="prospektiva54-falso" src="http://www.elenamarinelli.it/wp-content/uploads/2012/03/prospektiva54-falso.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a>Quella che vedete lì sotto è la scatola dorata, doratissima, di <a href="http://www.prospektiva.it/" target="_blank">Prospektiva n° 54</a>, in 199 copie disponibili per essere acquistate*: <strong>«</strong>cosa rimane tra falso e vero? Che la rivista fa riflettere. Te. Loro. L’oro. Storie che sembrano false invece sono vere.<strong>»</strong>, dicono.<br />
Quelli che vedete attorno all&#8217;involucro, invece, sono i cotillons di questo numero.<br />
C&#8217;è un sasso di Valle Giulia, che pare proprio un sasso di Valle Giulia. <em>Quella</em> Valle Giulia.<br />
Pare. E invece.<br />
Poi ci sono dei dollari statinitensi che sembrano veri.<br />
Sembrano. E invece.<br />
Ancora, ben due versioni della rivista: in una i nomi degli autori potrebbero essere veri.<br />
Potrebbero. E invece.<br />
Infine, l&#8217;immagine di copertina, che sembra la stessa nelle due versioni.<br />
Sembra. E invece.<br />
Dentro ci sono anche io, con un dialogo che ha di vero solo i nomi.<br />
Forse.</p>
<p>Il buon <a href="http://rossopesce.blogspot.com" target="_blank">Fabrizio Gabrielli</a>, tra una <a href="https://www.facebook.com/pages/Fabrizio-Gabrielli-Sforbiciate/163565597085391" target="_blank">sforbiciata</a> e l&#8217;altra, andrà a parlar di Prospektiva e leggerne pezzi, durante questo mese di marzo:<br />
- <strong>venerdì 9 marzo</strong> saremo a Chiccen, a Pigneto, Roma, ore 19.00;<br />
- <strong>sabato 10 marzo</strong> saremo a Basita Lab Shop, Civitavecchia, ore 18.30;<br />
- <strong>giovedì 22 marzo</strong> saremo a Zammù, Bologna, ore 19.00;<br />
- <strong>domenica 25 marzo</strong> saremo a Meme, Carpi, ore 18.30.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>*<strong> Le librerie dove trovi Prospektiva sono queste</strong>:<br />
Libreria Minimun fax, via della Lungaretta 90/e, <strong>Roma</strong><br />
Libreria Ti con zero, via Pincherle, <strong>Roma</strong><br />
Libreria Ubik, via del Progresso, 2, <strong>Catanzaro (Marina)</strong><br />
Libreria Ubik, via Battaglione Val Leogra 79, <strong>Schio (Vicenza)</strong><br />
Libreria Ubik, Fillungo, <strong>Lucca</strong><br />
Libreria Odradek, via Principe Eugenio, <strong>Milano</strong><br />
Libreria Feltrinelli, Piazza Duomo, <strong>Milano</strong><br />
Libreria Galleria del libro, via Traiana, <strong>Civitavecchia</strong><br />
Libreria Porto antico libri, <strong>Genova</strong><br />
Libreria Cuculia, via Serragli, 3, <strong>Firenze</strong><br />
Libreria Mavi, via Consolare Pompea, 429/431, <strong>Messina</strong><br />
Libreria Lythos, via Manzoni, 63/a, <strong>Alghero (Sassari)<br />
</strong></p>
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		</item>
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		<title>Mercoledì 29 febbraio</title>
		<link>http://www.elenamarinelli.it/index.php/2012/02/2784/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 07:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[BarabbaEdizioni]]></category>
		<category><![CDATA[insieme è meglio]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[È un ebook, si scarica: in pdf in epub in mobi *** Azael ha scritto il quinto, io gli altri quattro. Marco ha fatto l&#8217;ebook, tostoini ha pensato e realizzato la copertina. Sono cinque racconti brevi, una quarantina di pagine in tutto, da leggere prima che finisca il 29 febbraio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.elenamarinelli.it/wp-content/uploads/2012/02/fronte.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2820" title="fronte" src="http://www.elenamarinelli.it/wp-content/uploads/2012/02/fronte-724x1024.jpg" alt="" width="456" height="645" /></a></p>
<p style="text-align: center;">È un ebook, si scarica:<br />
in <a href="http://www.miomarito.it/barabba/febbraio29/febbraio29.pdf" target="_blank">pdf<br />
</a>in <a href="http://www.miomarito.it/barabba/febbraio29/febbraio29.epub" target="_blank">epub<br />
</a>in <a href="http://www.miomarito.it/barabba/febbraio29/febbraio29.mobi" target="_blank">mobi</a></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://azael.es" target="_blank">Azael</a> ha scritto il quinto, io gli altri quattro.<br />
<a href="http://manyinwonderland.tumblr.com" target="_blank">Marco</a> ha fatto l&#8217;ebook, <a href="http://tostoini.it" target="_blank">tostoini</a> ha pensato e realizzato la copertina.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Sono cinque racconti brevi, una quarantina di pagine in tutto,<br />
da leggere prima che finisca il 29 febbraio.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Niente di vero tranne i nomi (2012/2)</title>
		<link>http://www.elenamarinelli.it/index.php/2012/02/niente-di-vero-tranne-i-nomi-20122/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 15:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>osvaldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[on my hotel tv]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; &#8230; &#8230; &#8230; Eh. Eh. &#8230; &#8230; Il sole. Sì? Negli occhi. Mi infastidisce. Vuoi fare cambio posto? No, vabe&#8217;. Sì, dai: siedi qua. È sporco. Uh, non l&#8217;avevo notato. Hai un fazzoletto? È solo salsa ketchup. Hai mangiato? No, io no. Ecco: pulito. Continui a fissarmi. Scusa. Il motivo? Be&#8217;, vorrei vedere. Cioè? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;<br />
&#8230;<br />
&#8230;<br />
&#8230;<br />
Eh.<br />
Eh.<br />
&#8230;<br />
&#8230;<br />
Il sole.<br />
Sì?<br />
Negli occhi. Mi infastidisce.<br />
Vuoi fare cambio posto?<br />
No, vabe&#8217;.<br />
Sì, dai: siedi qua.<br />
È sporco.<br />
Uh, non l&#8217;avevo notato. Hai un fazzoletto? È solo salsa ketchup.<br />
Hai mangiato?<br />
No, io no.</p>
<p>Ecco: pulito. Continui a fissarmi.<br />
Scusa.<br />
Il motivo?<br />
Be&#8217;, vorrei vedere.<br />
Cioè?<br />
Eh, vedi tu: sogno dal 2003 di incontrarti.<br />
Ah. E come mai?<br />
Per via di <em>Tennis, Tv, trigonometria e tornado</em> <em>(e altre cose divertenti che non farò mai più)</em>.<br />
Ah. Si chiama così in italiano?<br />
Sì.<br />
Ti è piaciuto?<br />
Sì.<br />
Più dell&#8217;altro?<br />
Quale?<br />
<em>A supposedly fun thing I&#8217;ll never do again</em>.<br />
Sicuro.<br />
Ah. Come mai?<br />
Parla del tennis.<br />
Ti piace il tennis?<br />
Io giocavo a tennis. E non sono mai stata in crociera.<br />
Ah, dai.<br />
Eh, non mi piace.<br />
No, dico: Ah, dai il tennis anche tu. E come mai hai smesso?<br />
La vita.<br />
Ahahahaha. Che risposta è &#8220;La vita.&#8221;? Quanti anni hai, scusa?<br />
30.<br />
Abbiamo vent&#8217;anni di differenza. Sembrano di più.<br />
No, è che io dimostro pochi anni, se non mi trucco. Oggi non sono truccata, ho pure gli occhiali e la coda.<br />
Fanno 18.<br />
Più o meno.<br />
Continui a fissarmi.<br />
Be&#8217;, ma che pretendi?<br />
Perché?<br />
Hai visto che c&#8217;è scritto sulla mia porta?<br />
Sì.<br />
E allora.<br />
Com&#8217;è che ci siamo incontrati?<br />
In libreria, come tutti. Poi su Youtube, come tanti altri.<br />
C&#8217;è un tale casino.<br />
Eh lo so. Ma non è che potevi pretendere il contrario.<br />
In che senso?<br />
Be&#8217;, se uno fa la tua fine, voglio dire, se uno si ammazza non è che poi fa una vita tranquilla.<br />
Sarebbe colpa mia adesso?<br />
Non ho mica detto questo. Ho detto che non puoi pretendere il contrario.<br />
Sei di quelli che dicono che è colpa mia.<br />
No, che ne so io. Avrai avuto i tuoi motivi.<br />
Grazie.<br />
Non ringraziarmi, ogni tanto mi fai incazzare.<br />
Ok.</p>
<p>E quindi non ci siamo mai incontrati di persona.<br />
No, non vivo negli Stati Uniti.<br />
Ma come mai sei qua?<br />
Eh, niente: faccio finta di parlare con della gente con cui non posso parlare.<br />
Quindi è tutta una finta.<br />
Eh.<br />
Mi dispiace.<br />
Sapessi a me.</p>
<p>Continui a fissarmi, ragazzina.<br />
Eh lo so. Non ci posso fare niente. Di tutte le cose che ti volevo domandare non mi ricordo niente. È terribile, vedrai che appena mi giro mi ricordo tutto. È davvero terribile.<br />
Vabe&#8217;, senti, comincio io: Federer o Nadal?<br />
Federer, che domande!</p>
]]></content:encoded>
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