spellicolaggini
Buon compleanno. Grazie. Anche la mia nonna è nata il 6 febbraio. Ah, dai. E quanti ha, tua nonna? Avrebbe. 91. Ah, mi spiace. Eh, anche a me. 91 sarebbero stati tanti. Eh, ma non è che te sei un giovincello, eh. Sarei. Be’, sì: sono 80. Google ti ha dedicato il doodle, oggi. Eh? [...]
La mia ossessione per i film sull’Olocausto e sui Campi di concentramento è di vecchia data, affonda nelle pagine di Storia e arriva fino alla fine dell’Università. Più di tutto, mi hanno sempre interessato le tecniche, i modi e le capacità di rappresentare un momento storico che, lo so, non sarà mai completo nella mente [...]
Non proprio tutti tutti, ma buona parte, sono finiti qua. Dentro cosa c’è? Le spellicolaggini iniziano coi mirtilli e finiscono con Charlie Chaplin. Nel mezzo ci sono un sacco di cose senza ordine cronologico – nel mezzo c’è anche Charlie Chaplin. Marco l’ha messo insieme e si può scaricare da oggi. Cosa manca? Woddy Allen. [...]
Le spellicolaggini nascono per caso un pomeriggio d’inverno di un paio di anni fa, dopo aver scritto il raccontino sulla visione di My Blueberry Nights. *** Vorrei ringraziare, in ordine di apparizione: simone rossi che si è inventato il nome; marco che me l’ha chiesto; chiara che ha corretto le bozze; silvia che mi [...]
Sabato sono a Fidenza al festival Quindie a leggere la centoventotto rossa assieme anche a croccantissima e a Barabba. Nel programma ci trovi nel “corner LIBRI E SCRITTORI INDIPENDENTI”: c’è scritto proprio così. Con le maiuscole: entro sabato devo rifarmi la frangetta. La centoventotto quest’anno a ottobre compie un anno. Il 23 ottobre, per la [...]
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spellicolaggini 2011
È un ebook gratuito. Si scarica qui.
Sono raccontini di film: se vuoi qualche assaggio clicca qui.
produzioni
- racconti || prospektiva
- tu scatti io scrivo
- personal report
- io scrivo, gente legge
- on my hotel tv
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Barabbista e me ne vanto
Ogni tanto scrivo su Barabba che è un blog collettivo, il mio nome di battaglia è osvaldo.
gente scrive, io leggo
la internèt che conta
It seems you can write a minimalist piece without much bleeding.
And you can.
But not a good one.
(David Foster Wallace)


