Nell’anno dei trenta (4)
Cambio lavoro per la prima volta.
Dirlo alle persone che forse hanno capito ma non ti chiedono ancora, perché la prassi vuole così. Dirlo alle persone a cui ti va di dirlo, per condividere un bel momento. Rispondere a chi chiede se sei contenta, a chi ti bacia e ti abbraccia per dirti che è felice lui.
Chi poi davanti alla tua scrivania non fa una piega, anzi: è rilassato e fa delle smorfie assurde per non fartelo vedere, ma tanto è lì stampato in grassetto a tutta fronte.
Soprattutto, informare chi non vedrai più prima di andare, e che non hai potuto salutare. Scrivere una mail con sincerità e un po’ di allegria, mettersi a sedere e pensare forte alle cose da dire, quelle essenziali ma misurate.
Pensare.
Pensare.
Pensare.
E pensare ancora: è difficile.
2 commenti a “Nell’anno dei trenta (4)”
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produzioni
- racconti || prospektiva
- tu scatti io scrivo
- spellicolaggini
c'è anche la prima raccolta - io scrivo, gente legge
- on my hotel tv
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Barabbista e me ne vanto
Ogni tanto scrivo su Barabba che è un blog collettivo, il mio nome di battaglia è osvaldo.
gente scrive, io leggo
la internèt che conta
It seems you can write a minimalist piece without much bleeding.
And you can.
But not a good one.
(David Foster Wallace)



Abbracci ondulatori (seppur virtuali) :D
oh, grassie ale!