Non proprio tutti tutti, ma buona parte, sono finiti qua.
Dentro cosa c’è?
Le spellicolaggini iniziano coi mirtilli e finiscono con Charlie Chaplin. Nel mezzo ci sono un sacco di cose senza ordine cronologico – nel mezzo c’è anche Charlie Chaplin. Marco l’ha messo insieme e si può scaricare da oggi.
Cosa manca?
Woddy Allen. E anche Stanley Kubrick. E anche Carlo Verdone.
Allora ci sono i Vanzina.
No.
Allora mancano anche i Vanzina.
No.
Puzzona snob.
No.
Sì.
Ok: sì, però non c’entra questo col fatto che mancano i Vanzina.
Ah no?
No: mancano perché non ho niente da raccontare sui film dei Vanzina.
Vabe’, ma se uno è capace di scrivere di cinema, è capace. Che c’entra il film. S’è mai sentito che uno si rifiutasse di fare una recensione su un film perché non gli dice niente? Quelli bravi scrivono di tutto.
Ma queste non sono recensioni.
E che sono?
Sono racconti, cose che mi sono venute fuori dopo aver visto dei film. Mi rimangono impresse delle cose, prendo appunti. C’è caso che poi io ti racconti una storia: il cinema è stimolante.
Uffa: le solite cose che non si capiscono.
No no è facile: io guardo un film e te lo racconto. È un racconto pieno di pregiudizi, soggettivo.
Fammi un esempio.
La storia di Romeo e Giulietta, per dire. Per me è una grande tragedia di morti ammazzati. L’amore è in secondo piano. Molto in secondo piano.
Non sono d’accordo.
Eh, vedi?
La copertina?
Bella, vero?
Sì.
L’ha fatta Silvia. È una sua fotografia: io l’ho solo scelta. Me ne ha date un po’ e ha detto: scegli. Ci ho messo tre secondi, volevo questa.
Perché?
Perché se dovessi pensare a un atto dello spellicolare penserei al raccontare ed è un periodo che se penso al raccontare penso a qualcosa di scritto o narrato che viene letto o detto ad alta voce. E una bocca spalancata e bucata con dentro il cielo azzurro a me fa venire in mente il raccontare ad alta voce. O anche, se vuoi, la quarta parete bucata, le quinte spalancate: una cosa del genere.
Quella bocca lì a me fa venire in mente l’assenza di voce invece.
Si vede che sei un lettore intimista.
Sì in effetti non mi piacciono gli audiolibri.
Vabe’.
Però è una bella foto.
Lo dico alla Silvia.
E, senti: ne farai degli altri?
Probabile. L’editore inesistente ci ha voluto mettere 2011 in copertina apposta. Magari così mi metto a scrivere di più e vado al cinema più spesso.
Perché stavolta non lo hai stampato?
Questi pezzi sono nati per internet. Li ho messi qua prima di raccoglierli in ebook, infatti erano pieni di refusi, errori; comunque sono nati digitali. Poi c’erano i link ai video su YouTube e volevo mantenerli: con gli ebook si possono fare tantissime cose.
La spellicolata che ti è venuta meglio?
Forse quella che si chiama Porta a porta – non c’entra Bruno Vespa – o anche un dialogo tra quelli di “Niente di vero tranne i nomi”, ma non ti dico quale.
Ah ma quindi manco i titoli dei film hai mantenuto nel titolo dei pezzi?
No, ma c’è un indice dei film alla fine.
E cosa sono i dialoghi di “Niente di vero tranne i nomi”?
Le spellicolaggini si dividono in due: prima ci sono le spellicolate vere e proprie. Scrivo su un film o più d’uno o un regista o un attore. Poi in fondo c’è la seconda sezione che si chiama “Niente di vero tranne i nomi”: sono dialoghi mai accaduti veramente in cui l’unica cosa vera sono i nomi, appunto. Il resto l’ho inventato.
Umpf, ok. E di che parla Porta a porta?
Di un film che si chiama Broken Flowers, con Bill Murray. Ho anche la colonna sonora.
E la spellicolata che ti è venuta peggio?
Mmmm. Non so: forse Ruggine. È l’ultima scritta ed è una spellicollata strana. Parla anche del balcone di casa dei miei.
Sto capendo sempre meno.
Scaricalo, no? C’è una introduzione, un indice, le note. Ci ho messo perfino le note. Leggilo. Poi magari non ti piace. A quel punto basta eliminare il file. Ma non dirmelo se non ti piace.
Va bene.
Ok.
Ultima domanda: chi è il lettore ideale delle spellicolaggini?
Ahahahahhaahhaahhaahhah. Metto su un caffè?
Ehm..no. Vuoi aggiungere qualcosa?
No, grazie.
un commento a “tutti i soldi che abbiamo speso per farti studiare”
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spellicolaggini 2011
È un ebook gratuito. Si scarica qui.
Sono raccontini di film: se vuoi qualche assaggio clicca qui.
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Barabbista e me ne vanto
Ogni tanto scrivo su Barabba che è un blog collettivo, il mio nome di battaglia è osvaldo.
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la internèt che conta
It seems you can write a minimalist piece without much bleeding.
And you can.
But not a good one.
(David Foster Wallace)



è da un po’ che non ho amo, filo e canna. un posto per sedermi ce l’ho, quello si, nell’acqua e per pescare mi affido alle mani, come un neo-cieco alla ricerca della porta per entrare in una diversa stanza della casa. vado a tentoni, in modo irruente, ricavando solo pareti d’acqua che scivolano tra le dita. abbandonando i miei strumenti guida per sentire sulla pelle sensazioni ancestrali, fino ad ora ho dimenticato come usare le mani. è in questo fiume di mulinelli interrogativi che ritrovo il ricordo: bisogna avere serenità ed intrecciare le dita in una rete, unire le mani per riuscire a prendere quello che si vuole. e dentro cosa c’è? aria nuova, pesce fresco.
elena (per me valda) con spellicolagini non è proprio un pesce, ma una piccola ponyo, il che è anche meglio.